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L'Unesco ha proclamato, nel novembre scorso, i 43 nuovi "capolavori" che andranno a far parte del Patrimonio Orale e Intangibile dell'Umanità. Questa, avvenuta a Parigi, è la terza proclamazione delle "opere d'arte" del patrimonio orale e intangibile che l'agenzia mondiale intende valorizzare e preservare. Tra i 43 capolavori selezionati da una giuria internazionale, presieduta dalla Principessa Basma Bint Talal di Giordania, l'unico italiano è il canto a tenore dei pastori del centro della Sardegna, in Barbagia. E' questo il secondo bene intangibile italiano tutelato dall'Unesco, dopo l'Opera Dei Pupi. Il fine dell'Unesco è far conoscere al mondo e tutelare l'enorme patrimonio della cultura popolare di tradizione orale, come la musica e le danze, forme rituali e mitologiche, e l'universo di conoscenze legate alle credenze tradizionali, così come gli spazi culturali stessi. Questo patrimonio, collezione della diversità umana, e fondamentale nel processo di costruzione dell'identità delle comunità e dei popoli, risulta, proprio perchè orale, facilmente vulnerabile. La proclamazione dell'Unesco appare pertanto non solo opportuna ma quasi provvidenziale per la salvaguardia del canto a tenore che a partire dagli anni sessanta rischiava l'estinzione. Era giudicato subalterno e anacronistico rispetto alla cultura dominante e etichettato come folklore. Questo canto si è tramandato in Sardegna attraverso i secoli: la prima testimonianza è stata ritrovata in una zona nuragica della Barbagia e risale al VII secolo a.C.. Si tratta di un bronzetto che raffigura un cantore con una mano appoggiata sul mento e l'altra sull'orecchio con due dita che piegano la cartilagine, nella tipica postura dei tenores. La voce primordiale dell'isola negli ultimi anni ha ricevuto tantissimi riconoscimenti internazionali e da personalità quali Frank Zappa e Peter Gabriel. A seguito del riconoscimento dell'Unesco, è nata un'associazione costituita dai gruppi a tenores della Sardegna, che continua ad accogliere numerose nuove adesioni a prova che questa pratica orale è più che mai viva e attuale. tra i suoi obbiettivi, l'associazione si propone in primis un censimento dei gruppi, degli stili e delle aree di diffusione del canto, nonchè la creazione di un albo dei tenores; inoltre interventi volti alla salvaguardia e alla trasmissione del patrimonio musicale come l'istituzione di scuole di canto, o finalizzati alla documentazione e agli studi etnomusicologici con l'istituzione di borse di studio, ricerche sul campo e stesura di una rivista specialistica. |
Di Omar Bandinu
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