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Il canto a tenore è uno dei più straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, per complessità, ricchezza timbrica e forza espressiva. E' realizzato da quattro voci maschili chiamate, dalla più grave alla più alta, BASSU, CONTRA, OCHE E MESU OCHE, che disposte in formazione circolare intonano canti dalle diverse caratteristiche musicali a seconda della provenienza geografica. Per intenderci sarebbe più corretto parlare di canti a tenore e non di canto a tenore, poichè ogni paese che appartiene all'area di diffusione di questa tradizione orale possiede un proprio repertorio di canti sacri e profani che lo caratterizza inequivocabilmente e lo distingue dal paese vicino che spesso dista anche solo pochi chilometri. Per lungo tempo l'isolamento geografico dei paesi ha favorito l'acuirsi di queste diversità culturali, evidenti non solo nel canto ma anche nella parlata in limba ( lingua sarda), nelle varianti dei costumi tradizionali, negli usi, diversità che sono anche indice di una forte affermazione identitaria che ancora oggi permane in Sardegna. Cantare a tenore nello stile della propria idda (paese), parlare la propria limba sono parte de su connotu ovvero del bagaglio culturale condiviso da una comunità. Il canto a tenore è uno stile di grande fascino. L'impasto vocale risuona immediatamente arcaico, proveniente da un tempo lontano. Non a caso gli studiosi pensano che questo non sia databile, tanto è antico. Alcuni vecchi, che in gioventù cantavano, raccontano che le tre voci che compongono il coro, altro non fossero che il muggito del bue, il belato della pecora ed il suono del vento opportunamente armonizzati fra loro dai pastori sardi che in questo modo avrebbero dato origine al canto. Anche se non fosse così, questa leggenda ci svela il forte legame fra natura e cultura che è alla base del canto a tenore. Il tenore da un punto di vista musicale può essere considerato come un solista accompagnato ad accordi da un coro a tre parti vocali. L'insieme delle tre parti mesu oche, contra e bassu viene denominato anch'esso tenore. Dal punto di vista linguistico la definizione di oche e tenore corrisponde in italiano a solista e coro. La oche, unica delle quattro a cantare un testo verbale, canta una melodia associata ad un testo poetico a volte improvvisato, mentre le altre tre voci la accompagnano scandendo degli accordi su delle sillabe non sens che sono molto varie e cambiano da paese a paese: bim-
L'Unesco ha proclamato, nel novembre scorso, i 43 nuovi "capolavori" che andranno a far parte del Patrimonio Orale e Intangibile dell'Umanità. Questa, avvenuta a Parigi, è la terza proclamazione delle "opere d'arte" del patrimonio orale e intangibile che l'agenzia mondiale intende valorizzare e preservare. Tra i 43 capolavori selezionati da una giuria internazionale, presieduta dalla Principessa Basma Bint Talal di Giordania, l'unico italiano è il canto a tenore dei pastori del centro della Sardegna, in Barbagia. E' questo il secondo bene intangibile italiano tutelato dall'Unesco, dopo l'Opera Dei Pupi. Il fine dell'Unesco è far conoscere al mondo e tutelare l'enorme patrimonio della cultura popolare di tradizione orale, come la musica e le danze, forme rituali e mitologiche, e l'universo di conoscenze legate alle credenze tradizionali, così come gli spazi culturali stessi. Questo patrimonio, collezione della diversità umana, e fondamentale nel processo di costruzione dell'identità delle comunità e dei popoli, risulta, proprio perchè orale, facilmente vulnerabile. La proclamazione dell'Unesco appare pertanto non solo opportuna ma quasi provvidenziale per la salvaguardia del canto a tenore che a partire dagli anni sessanta rischiava l'estinzione. Era giudicato subalterno e anacronistico rispetto alla cultura dominante e etichettato come folklore. Questo canto si è tramandato in Sardegna attraverso i secoli: la prima testimonianza è stata ritrovata in una zona nuragica della Barbagia e risale al VII secolo a.C.. Si tratta di un bronzetto che raffigura un cantore con una mano appoggiata sul mento e l'altra sull'orecchio con due dita che piegano la cartilagine, nella tipica postura dei tenores. La voce primordiale dell'isola negli ultimi anni ha ricevuto tantissimi riconoscimenti internazionali e da personalità quali Frank Zappa e Peter Gabriel. A seguito del riconoscimento dell'Unesco, è nata un'associazione costituita dai gruppi a tenores della Sardegna, che continua ad accogliere numerose nuove adesioni a prova che questa pratica orale è più che mai viva e attuale. tra i suoi obbiettivi, l'associazione si propone in primis un censimento dei gruppi, degli stili e delle aree di diffusione del canto, nonchè la creazione di un albo dei tenores; inoltre interventi volti alla salvaguardia e alla trasmissione del patrimonio musicale come l'istituzione di scuole di canto, o finalizzati alla documentazione e agli studi etnomusicologici con l'istituzione di borse di studio, ricerche sul campo e stesura di una rivista specialistica.